07/09/11

ad occhi chiusi





dove sono io ?



in quella luccicanza leggera che si nasconde al ritorno a casa



tra poltrone desuete


nel legno risucchiante


chiacchere pregne di silenzio


oppure



sulle tele blu stirate per bene a breve cielo



sul rintocco del pomeriggio



che stanco di essere pigro



farfuglia desideri girovagando con sola la meta della sera





dove sono io?



nel presagio del passato?



nella certezza del futuro?





conosco i luoghi del battito


dei cammini fugaci


della finestra aperta nonostante piova senza tregua
so nascondermi dall’incertezza
dall’attesa so difendermi



trafugando tutti gli istanti



contandoli senza farli a pezzi



ricomponendo la carte dei miei deliri ad occhi aperti




dove sono io



in questa domanda di poche righe


senza voce



con una sigaretta tra le dita



ed un bacio in sospensione

04/09/11

conteggio

A volte riprovo a contare
mettendo la punta delle dita in bocca
arrivo come sempre non oltre il 10

è così come da bambina mi stupisco
perchè per me i numeri
sono difficili da far diventare memoria,
diventano fotogrammi stesi sui calendari che non ho mai appeso
calcolo e sottraggo visi
provo a far spazio
se mai l'anima avesse un luogo con un' area definibile

mi ristupisco poi
quando arrivo in fondo al giorno
eppure l'ho tenuto sempre stretto a quel unico pensiero
o forse era una domanda o un desiderio ?

Lui sta lì , il pensiero intendo,
si mette seduto in prima fila
mi guarda mentre
recito,
canto,
borbotto
rimando a memoria
invento parafrasi metafore similitudini
non è l'unico spettatore,
ma è l'unico invisibile
per questo così reale
gli altri alla fine se ne vanno alle loro tiepide faccende

ecco quando conto i giorni finiti
sporgendomi dal proscenio
Lui, intendo il pensiero,
è lì che mi aspetta
con un fiore in mano

02/09/11

cantando da sola

Senza forzare le solitudini arrivano in fila per tre
sconvolte
a volte discinte
frugali ma ognuna per me

Le avevo perse tra le righe di piccoli confusioni
In quali mani le avevo messe allora,
forse consegnate ai suoni alle canzoni

In quello spazio lassù ,dove allungo una mano e trovo
Il mio occhio vede, legge, riprende il ritmo delle ciglia
Riposa l’attenzione diva ,
in un monologo rimandato da tempo

Ecco anche qui vedi
parole che sono senza folla
disattente alla forma e alla mia illogica allegria
Se ho il naso all’insù, non è sempre per guardare le nuvole
Ma mi sbircio
per non confondermi tra la gente
per mandare a memoria la mia solitudine